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Un pugno di case nel bel mezzo di una landa desolata. Questo è Collequercia, il paesino in cui vi siete ritrovati. Chi per curiosità, chi per desiderio di fare del bene, chi per bramosia di potere. Chi ancora si sta chiedendo cosa ci faccia in quel luogo dimenticato dalla fortuna. L'unica base da cui partire è un mistero: ogni mezza estate, una tribù di luridi goblin che infesta le vicine rovine si presenta per vendere un pezzetto di uno strano frutto che pare avere proprietà taumaturgiche. Da più di 10 anni si ripete questo assurdo mercato. Come faranno degli esseri del genere a procurarsi qualcosa di così miracoloso? |
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Elgarnhan "El" Arundil Io sono uno di quelli che davvero non si capacita come diavolo sia finito in un paesino del genere, ma pensandoci forse è quello che mi merito nel cercare a tutti i costi dei buchi dimenticati dalla saviezza dei miei nobili antenati per trovare potere e conoscenza, le uniche due cose che realmente mi interessano. Come questo posto qui. E' il classico paesino dove c'è qualcosa di strano, e infatti non impiego molto a scoprire che dei Goblin commerciano strani frutti. E qui arriva la seconda cosa di cui non mi capacito. Come si commercia con un Goblin? Ammesso che non ti passi qualche malattia, che non ti dia fuoco, che non ti morda una mano, che non cerchi di ucciderti, o che non decida di suicidarsi sotto gli zoccoli del tuo cavallo, ecco, come è possibile mantenere un qualsivoglia livello di civiltà con un Goblin? Se non avevo motivi per essere qui, magari ne ho trovato uno. Mera curiosità accademica, studio antropologico, e studio botanico di cosa siano tali frutti che fanno in modo che un Goblin sia civile. Mentre mi guardo la superba architettura da letamai e tuguri di questo paesino - nulla è comparabile all'architettura e alla bellezza elfica e mi dispiace, caro lettore; se non sei d'accordo o sei scemo, o sei un incivile - assumendo la migliore espressione di interesse e cortesia, cerco di tenermi il più coperto possibile dal mio mantello da viaggio e altrettanto lontano dalla polverosa strada. Credo di aver visto un maiale grande quanto una cassapanca andarsene in giro liberamente, e vorrei evitare di incrociare la strada con lui. Non mi piace fare domande agli zoticoni e non mi piace neanche il Comune in verità - esattamente, caro lettore; comparata alla lingua elfica, il Comune è un'accozzaglia disgustosa di consonanti atone -, ma devo usarlo di quando in quando per farmi comprendere da queste masse umane brulicanti come nidi di termiti. "Dovreste chiedere in giro come fa un Goblin a commerciare senza tentare di sgozzare il babbeo che vuole comprare da loro" Dico ai tre viaggiatori che sono con me. Fa sempre bene viaggiare in compagnia, ti rendi conto di quanto in basso sei disposto a scendere per poter salire in alto "Questi frutti devono essere delle irrinunciabili leccornie." O delle irrinunciabili droghe psicotrope. Ma non riesco proprio a immaginare dei Goblin che fanno da spacciatori, scusatemi. Il solo pensiero mi fa sganasciare, ma espongo solo un calmo e pacato sorriso. |
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Buck "Cibo?" chiede Buck mentre è in groppa al suo fidato Dinky, "Beh se hanno del cibo sbrighiamoci ad arrivare a questo mercato che ho più fame di quella volta in cui mi hanno messo a digiuno come punizione per aver dato fuoco alla barba del saggio del villaggio! Ahahaha quel vecchietto, come strillava "Aiuto, aiuto mi va a fuoco la barba!" ahaha che ricordi..." dopo una piccola pausa di riflessione continua "Ma di che stavo parlando? Ah si.." poi lo si vede spronare Dinky che inizia a correre e Buck continua la frase urlando "Cibooooooooooooooooooo!" |
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Jamilia Nonostante il suo girovagare, non aveva mai avuto a che fare con dei Goblin, ne aveva sentito solo parlare , non bene a dire il vero ed ora si era ritrovata con quel gruppo in quel paesino sperduto perchè erano arrivate voci del loro strano commercio. Questa parola, nella sua pur giovane vita era risuonata spesso, chi l'aveva allevata da piccola erano dei commercianti e commercio appunto per lei era sinonimo di monete d'oro e d'argento. Niente la impensieriva, già le brillavano gli occhi ed allo stesso tempo era incuriosita dalle dicerie sui poteri particolari del frutto che vendevano. Bisognerà indagare per saperne qualcosa in più, senza dare troppo nell'occhio pensò calandosi ancora di più il cappuccio sul viso |
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Páthei Máthos La vita spesso riserva delle incredibili sorprese, offre emozioni semza chiedere niente in cambio se non di essere vissuta. I più fortunati sono consapevoli della benedizione della loro divinità che alleggerisce le loro imprese, gli eletti sentono la volontà di Dio come propria e agiscono di conseguenza. Pelor è in me! Questo il pensiero che accompagna un semplice uomo di mezza età, esteticamente vecchio secondo alcuni canoni, ma fiero e pronto ad ogni impresa se la finalità il Bene. Il sorriso degli oppressi alleviati dalle loro sofferenze è il compenso più alto per questo Chierico devoto. Da quando ho rinunciato ai beni materiali, sento che la mia strada è un po’ meno in salita, ma Pelor è ancora più in me Ed è vero, non avrebbe potuto fare scelta migliore se non rinunciare a tutto per avvicinarsi ancora di più all’essenza di ciò che vuole essere, un Araldo di Pelor in terra. Il prossimo passo, già avviato, è la rinuncia ad ogni forma di violenza, perseguire la Pace e la diplomazia come stile di vita, tutti hanno diritto di parola e soprattutto di una seconda opportunità. Solo i veri malvagi meritano una punizione esemplare, perchè sono un’offesa alla vita e alla Luce. Ma tutte queste scelte, queste emozioni, la Luce che lo guida, lo riportano al qui e all’ora. Ci sono dei goblin, piccoli esseri deboli di cultura, ma che possono essere riportati sulla retta via, in possesso di un bene che può portare incredibili benefici a tanti bisognosi. In più la possibilità di confrontarsi con altri avventuriero così diversi tra loro è stimolante, possibilità di diffondere il Verbo e l’amore fra le razze e le culture, per quanto diverse... Elgarnhan, credo che alcuni di loro ti stupirebbero, spesso è nelle creature più umili che si nasconde la più pura scintilla di creazione |
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Elgarnhan "El" Arundil Mi dirigo al mercato, cercando di non manifestare autentico ribrezzo per la spensierata reazione di Buck, ma d'altro canto cosa dovevo aspettarmi? Qui l'unico con un po' di sale in zucca sono io, senza dubbio, ma come già detto, fa comodo viaggiare in compagnia. So che dovrei lasciar perdere, lo so, ma proprio non riesco. A sentire i proseliti su scintille di vita, pace interiore, e ipocrisie simili proprio non riesco. Stamattina devo essere di buon umore perché anziché voltarmi inviperito per la mancanza di raziocinio nel volermi contraddire su una cosa francamente ovvia - e cioè che i Goblin sono inevitabilmente creature inferiori dal punto di vista culturale, mentale e fisico - sollevo i lati della bocca in un sorriso pieno di grazia e clemenza verso i meno fortunati di me. Lo stesso sorriso che farei a un povero handicappato, o a qualcuno affetto da una severa condizione mentale irreversibile. CITAZIONE Attenzione: Io giocatore ho pieno rispetto di chi vive situazioni spiacevoli, dalla più alla meno grave. Ci tengo a specificare che i pensieri di questo personaggio non rispecchiano in alcun modo il pensiero e la filosofia di chi lo gioca. Se dovesse diventar pesante o offensivo il suo evidente razzismo, o in qualche modo vada a ledere la sensibilità altrui, ditemelo immediatamente senza remore. |
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Páthei Máthos Lungo la strada per il mercato rimango in un silenzio contemplativo e mi guardo intorno @DM SPOILER (clicca per visualizzare) Faccio una prova di Osservare nella piazza del mercato, cercando indicazioni di attività goblin. Se vedo qualcuno in difficoltà, mi distraggo e cerco di aiutarlo |
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@Mennotz SPOILER (clicca per visualizzare) Il paesino è nella fascia medio-bassa. Certo non fiorente, ma neanche un cumulo di baracche. La zona del mercato è animata da una vita grigia e spenta. Non noti alcun goblin, tuttavia il tuo occhio acuto, o forse il tuo cuore sensibile, coglie una figura miserabile. Un vecchietto che si trascina di bancarella in bancarella supplicando per un avanzo, e che viene puntualmente scacciato con fastidio. |
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Páthei Máthos Che tristezza, anche nei piccoli borghi la vita non sorride agli abitanti, non risplende mai della luce divina, che dovrebbe essere resa più vivida da un sentimento di collaborazione, auspicabile in chi ha meno di altri... quando la gente capirà che non è nel possesso la vera felicità? Miei cari compagni, scusatemi, ma prima di continuare devo aiutare quel povero signore Mi avvicino quindi al vecchio, lo sostengo e se trovo una bancarella che vende cibo, parlo col commerciante facendo leva sul suo buon cuore, per donare un boccone a questo povero vecchio. Altrimenti gli offro la mia razione di cibo @DM SPOILER (clicca per visualizzare) "Guardi in che condizioni è ridotto, ma non è un'eccezione, un rifiuto da gettare! Potrei trovarmi io, potrebbe trovarsi lei nelle stesse condizioni! Lo aiuti, apra il suo cuore e la Luce divina la benedirà!" Prova di Diplomazia +13 |
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Jamilia Tra l'avere e il non avere meglio la prima scelta era un po' il suo motto. Jamilia, mentre rifletteva sulla povertà in generale ed il suo rapporto con essa, avanzava con i compagni per le stradine del mercato, dove c'erano imbonitori all'opera, cercando di capire il tipo di traffici che vi si svolgevamo e soprattutto se la gente del paesino veniva truffata con i famosi frutti. @DM SPOILER (clicca per visualizzare) conoscenze (locali) +5 Osservare +3 muoversi silenziosamente +7 giusto per non capovolgere cataste di roba/evitando tutti gli occhi puntati addosso |
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@Mathos SPOILER (clicca per visualizzare) Il venditore ti fissa. I suoi occhi dapprima si induriscono, poi si inumidiscono ed è costretto ad abbassarli per asciugarseli. In silenzio prende un cestino, ci mette dentro una forma di formaggio e una salsiccia e lo passa al poveretto, il quale si ritrova anch'esso con le lacrime agli occhi e ringrazia ripetutamente il venditore, poi si inchina a te, ti ringrazia e ti bacia le mani, poi se ne va piano piano a consumare il suo primo pasto decente da settimane. Il venditore lo guarda andare via, poi si rivolge a te: "Non so chi tu sia straniero, ma grazie, le tue parole hanno scaldato il mio cuore inaridito dalle difficoltà. Devi capire, è un periodo difficile, il paese è povero, ognuno cerca di sopravvivere. Abbiamo anche appena versato il dazio per poter pagare i goblin." e fa una smorfia di disgusto. Jamilia scivola fra le bancarelle, invisibile e silenziosa come un'ombra fra le ombre. Nota Pathei che pare stia aiutando un povero mendicante, ma viene distratta dalle parole che coglie nell'aria. "Anche quest'anno abbiamo dovuto pagare quei luridi goblin." "Maledette creature! Ogni volta io mi chiedo come facciano ad avere un frutto magico così potente!" "E come facciano a coltivarlo là, al buio delle rovine!" "Purtroppo ci serve e dobbiamo pagare. Quel frutto cura ogni malattia." "Maledetti sgorbi." "Le rovine." "Pagato troppo." "Schifosi!" "50 monete d'oro!" "La cittadella senza sole." |
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Páthei Máthos Sono queste piccole cose, un gesto caritatevole, che ogni giorno mi danno speranza Non essendo a conoscenza delle scoperte di Jamilia, anche io mi informo riguardo all'obiettivo principale del nostro viaggio Buon uomo, forse lei che ha un cuore così grande da superare le difficoltà per aiutare un povero vecchio, potrebbe dare anche a me un piccolo aiuto sotto forma di informazioni. Proprio a proposito dei Goblin, so che hanno un frutto dalle incredibili proprietà, gradirei informazioni riguardo a quell'alimento e anche sapere come fare a contattare i suoi proprietari |
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@Pathei SPOILER (clicca per visualizzare) "I suoi proprietari? La tua gentilezza è troppo grande straniero. Quelle sono delle creature immonde che si approfittano di una fortuna immeritata!" sbotta con disprezzo. Poi continua: "Quel frutto ha la capacità di guarire da ogni male. È incredibile che lo abbiamo dei mostriciattoli così odiosi, è ancora più incredibile che lo coltivino alle rovine maledette, chiamate la Cittadella senza Sole. Vengono da lì ogni mezza estate, vendono il frutto, fanno dei danni e poi tornano nelle loro tane buie e sporche." |
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Páthei Máthos Apprese queste informazioni, cerco il resto della compagnia per riunirmi e fare il punto insieme su come gestire la situazione |